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I PUBBLICI APPALTI NELL'UNIONE EUROPEA: SINTESI DELLA COMUNICAZIONE DELL’11 MARZO 1998. A cura di Carmelo CALAMIA

I PUBBLICI APPALTI NELL'UNIONE EUROPEA: SINTESI DELLA COMUNICAZIONE DELL’11 MARZO 1998. A cura di Carmelo CALAMIA   Tra i settori che costituiscono il mercato interno, quello dei pubblici appalti non ha ancora risposto alle attese per quanto riguarda la liberalizzazione. Con la Comunicazione del 1998 la Commissione Europea vuole proporre miglioramenti nelle procedure di aggiudicazione, tenendo conto delle reazioni ricevute in seguito alla pubblicazione, nel 1996, del Libro verde dal titolo "I pubblici appalti nell'Unione europea: spunti di riflessione per il futuro".

Nella Comunicazione si sottolinea che il migliore funzionamento dei pubblici appalti condurrà non soltanto all'aumento della qualità dei servizi, della crescita economica, della competitività e della creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche al contenimento della corruzione nell'ambito dell'Unione europea.

Come è emerso dal dibattito sul Libro verde, è essenziale semplificare l'assetto giuridico e adeguarlo all'era dell'elettronica, evitando comunque di destabilizzare la sua struttura fondamentale e qualsiasi inutile modifica che implichi anche ulteriori lavori legislativi. Le misure proposte nella comunicazione sono principalmente rivolte al conseguimento degli obiettivi anzidetti, ma anche a rafforzare il rispetto delle normative vigenti, ad aumentare il numero di fornitori che rispondono ai bandi di gara ed a rafforzare la sinergia con le altre politiche comunitarie.

La semplificazione del contesto giuridico implica, da un lato, che occorre rendere più chiare le disposizioni meno trasparenti e, dall'altro, rivedere il regime in vigore allorché si pongono problemi che non possono essere risolti attraverso l'interpretazione. L'obiettivo è di rendere più flessibili e più chiare le regole e le procedure di aggiudicazione. Il pacchetto legislativo proposto è costituito dalle seguenti misure:

proposte intese ad escludere dal campo di applicazione della direttiva 93/38/CEE (aggiudicazione di appalti nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni), i settori che nei singoli Stati membri operano in condizioni di concorrenza effettiva;
l'apprestamento di procedure di aggiudicazione più flessibili, ossia il dialogo competitivo (che sostituirà l'attuale procedura negoziata con successiva pubblicazione) e i contratti flessibili a lungo termine ("appalti quadro");
la definizione di un contesto giuridico che tenga conto della partecipazione dei capitali privati al finanziamento della gestione di infrastrutture e di servizi pubblici ("partnership pubblico/privato");
la delucidazione e la codificazione della normativa vigente.
Un'azione comunitaria che miri a migliorare il funzionamento dei pubblici appalti non dovrebbe limitarsi alle sole nuove iniziative sul piano legislativo, in quanto è altrettanto importante provvedere all'adeguata applicazione ed al rispetto della normativa vigente. In questa prospettiva la comunicazione propone le seguenti iniziative:

miglioramento delle procedure di controllo a livello comunitario. La Commissione si avvarrà in modo più energico e sistematico dei poteri derivanti dagli articoli 169 (procedura per inadempienza) e 171 (domanda di comminazione di ammende) del trattato contro gli Stati membri che non si conformano alle norme vigenti. Inoltre la Commissione esaminerà l'opportunità di predisporre un più forte meccanismo per lottare contro le infrazioni più gravi nel settore dei pubblici appalti;
designazione di autorità autonome, col compito di trattare le controversie che insorgono a livello nazionale nel settori dei pubblici appalti;
miglioramento dell'informazione in materia di effettivo funzionamento dei pubblici appalti. La Commissione si adoprerà per far rispettare l'obbligo di pubblicazione degli avvisi di aggiudicazione dei pubblici appalti e proporrà di ridurre gli obblighi di ordine statistico al fine di facilitare la trasmissione di dati da parte delle autorità pubbliche. Inoltre, di propria iniziativa, farà effettuare studi di carattere economico per meglio comprendere il funzionamento dei pubblici appalti;
rafforzamento del sistema di attestazione predisposto per i fornitori, concedendo alcuni vantaggi agli enti che accettano di sottoporsi all'obbligo di attestazione;
apprestamento di misure "anticorruzione", come la compilazione di "liste nere" e l'esclusione dalle procedure di aggiudicazione degli offerenti che possono avere rapporti con la criminalità organizzata; applicazione delle norme in materia di aggiudicazione agli stessi appalti stipulati dalla Commissione e agli appalti finanziati dalla stessa nel contesto di aiuti esterni e dei fondi strutturali.
Il successo della politica comunitaria in materia di pubblici appalti dipende innanzitutto dal grado di partecipazione dei fornitori. Nel momento attuale la partecipazione di questi ultimi è da ritenersi insufficiente. La comunicazione propone quindi diverse iniziative che tendono ad aumentare la partecipazione dei fornitori e specialmente quella delle piccole e medie imprese (PMI):

rafforzare la trasparenza degli appalti migliorandone l'informazione;
rafforzare l'affidabilità delle procedure di aggiudicazione attraverso formazioni incentrate sul professionalismo e sulle migliori pratiche commerciali;
avviare iniziative destinate a rendere i pubblici appalti più accessibili alle PMI; promuovere il reciproco riconoscimento delle procedure nazionali di qualificazione dei fornitori in modo che il fornitore qualificato in uno Stato membro possa far valere la propria qualificazione anche in altri, senza dover dimostrare ancora una volta le proprie capacità.
Ove le nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazione venissero maggiormente impiegate nel settore dei pubblici appalti si potrebbero facilitare l'esperimento delle attuali procedure e renderle più efficienti, più sistematiche e più rapide; si potrebbero anche ottenere sostanziali economie a vantaggio dei contribuenti europei. Nel momento attuale sia la Commissione che gli Stati membri coordinano le loro iniziative nell'ambito del progetto "SIMAP" (sistema d'informazione in favore dei pubblici appalti). Il progetto ha già consentito ad un numero limitato di acquirenti e di fornitori di approntare e di trasmettere bandi di gara per via elettronica. A seguito della comunicazione l’utilizzo della banca dati "TED" (bollettino quotidiano dei bandi di gara) è stato reso gratuito.

Tra le prime misure da prendere figura la modificazione delle direttive e delle norme tecniche affinché i mezzi elettronici che servono allo scambio d'informazioni in merito ai pubblici appalti siano posti sul piede di parità con gli altri mezzi. La Commissione vigilerà inoltre a che tutte le norme o disposizioni legislative comunitarie in materia di firme elettroniche tengano conto dei condizionamenti legati alla stipulazione elettronica degli appalti.

L'allestimento di sistemi di aggiudicazione elettronica non dipende unicamente dalla Commissione, ma anche dagli Stati membri e dai fornitori ed acquirenti individuali, soprattutto in ordine agli acquisti il cui valore sia inferiore alle soglie stabilite dalle direttive comunitarie. È quindi opportuno invitare gli Stati membri ad incoraggiare la compatibilità e l'interoperabilità dei sistemi di aggiudicazione elettronica.

Nella comunicazione si sottolinea a più riprese che occorre coordinare l'azione comunitaria relativa ai pubblici appalti coi paesi terzi. Sul piano multilaterale - e in particolare nel contesto dell'accordo sui pubblici appalti (AMP) - ma anche sul piano delle relazioni bilaterali, la Commissione si adoprerà in modo da ottenere una maggiore apertura dei pubblici appalti dei paesi terzi. L'obiettivo ultimo è di adottare un codice multilaterale sui pubblici appalti nel contesto dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).