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IL RIBASSO, IL PREZZO MASSIMO ED IL CALCOLO DELLA MEDIA.. QUESTI SCONOSCIUTI. A cura di Tiziana DE DURANTE

Una delle problematiche più frequenti, ed altrettanto rilevanti, per gli operatori nel campo delle procedure di gara per l’affidamento di lavori pubblici, è quella che riguarda il calcolo della media dei ribassi, in particolare quando il metodo di aggiudicazione si basa sul criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi del combinato disposto degli artt. 21 della L. 109/94 e s.m.i. e 90 D.P.R. 554/99.

Le domande più ricorrenti che ci vengono poste dai concorrenti alle gare di appalto si incentrano soprattutto:

- sul numero di cifre decimali che possono essere contenute nell’indicazione del ribasso;

- su come la stazione appaltante intende regolarsi laddove rilevi la discordanza fra prezzo complessivo offerto e ribasso percentuale corrispondente indicato;

- se sia più corretto procedere alla verifica dei conteggi effettuati, prima di procedere al calcolo della media e per tutti i partecipanti o se, al contrario, tale verifica debba essere effettuata solo sull’offerta formulata dal concorrente risultato aggiudicatario;

- se la stazione appaltante, riscontrata la difformità tra prezzo massimo indicato e ribasso percentuale offerto, intenda o meno applicare la procedure prevista dal comma 7 dell’art. 90 del D.P.R. 554/99.

In merito a tali quesiti si è di recente espresso il Consiglio dell’ Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici con deliberazione n. 114 assunta nell’adunanza del 10.07.2002 ( in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 115 del 18-05-2002 ).

Con particolare riferimento al numero di cifre decimali da inserire nella percentuale di ribasso corrispondente al prezzo massimo indicato, il Consiglio mette in evidenza il principio, già in precedenza affermato dalla dottrina e della giurisprudenza che si sono occupate della materia, che il bando, quale lex specialis della procedura di gara, deve espressamente indicare il numero massimo di cifre decimali, nonché i criteri di eventuale arrotondamento che saranno presi in considerazione ai fini del calcolo della media e della conseguente soglia di anomalia.

Sembra, tra l’altro, che l’indicazione inserita nei bandi tipo, pubblicati a cura dell’Autorità, i quali, si ricorda, fanno riferimento alla “terza cifra decimale arrotondata all’unità superiore qualora la quarta cifra decimale sia pari o superiore a cinque”, sia da considerarsi rivelatrice di un criterio da seguire nella specificazione di quanto sopra.

Resta, tuttavia, da considerare, e su questo si richiama l’attenzione particolare degli operatori, che laddove il bando nulla dica in merito, la stazione appaltante sarà costretta ad effettuare il calcolo della media e della soglia di anomalia “con un numero di cifre decimali pari al maggior numero di cifre proposto dai concorrenti più uno”.

Con riferimento, invece, alla eventualità di una discordanza tra prezzo massimo indicato e percentuale di ribasso corrispondente, il Consiglio ricorda che, dato per scontato che è nello spirito della legge accollare al concorrente il rischio di errori di valutazione nella compilazione della lista dei prezzi ( si rammenta a tal proposito - ma tale precisazione è rivolta più che ai funzionari dell’Ente, alle imprese partecipanti – che nella presentazione della domanda di partecipazione, i concorrenti dichiarano, ai sensi dell’art. 71, 2° comma del D.P.R. 554/99, “ (…) di aver esaminato gli elaborati progettuali, compreso il computo metrico (… ) di aver preso conoscenza (…) di tutte le circostanze generali e particolari suscettibili di influire sulla determinazione dei prezzi, sulle condizioni contrattuali e sull’esecuzione dei lavori e di aver giudicato i lavori stessi realizzabili, gli elaborati progettuali adeguati ed i prezzi nel loro complesso remunerativi e tali da consentire il ribasso offerto”), la verifica debba essere effettuata solo per il concorrente aggiudicatario; e, cioè, dopo l’aggiudicazione, ma, necessariamente, prima della stipulazione del contratto.

Si precisa, poi, che dalle disposizioni contenute nell’art. 90 al comma 7, sembra doversi desumere che la procedura di correzione dei prezzi unitari sia da effettuarsi solo per l’aggiudicatario e solo nella ipotesi di accertata discordanza tra prezzo indicato e percentuale di ribasso corrispondente.

Ricapitolando: determinata la soglia di anomalia ( sulla base dei ribassi percentuali indicati nella lista dei prezzi ) ed individuato il soggetto aggiudicatario, la commissione dovrà procedere al riscontro dei conteggi da costui effettuati, verificando che la somma o i prodotti, di cui al comma 2 dello stesso articolo, siano frutto di calcoli esattamente effettuati; nell’eventualità che tale verifica dia sito negativo e che, cioè, venga riscontrata una difformità tra il prezzo risultante dai calcoli esattamente compiuti e il prezzo indicato dal concorrente quale risultante dalla percentuale di ribasso offerto, la Commissione stessa procederà alla correzione dei prezzi unitari in modo costante in base alla percentuale di discordanza tra il prezzo massimo indicato e quello risultante dalla verifica effettuata.

Tale operazione di controllo, e di eventuale correzione, risulta necessaria ed indispensabile dal momento che la lista dei prezzi andrà a costituire l’elenco dei prezzi posti a base del contratto e, come tali, dovranno considerarsi, a seguito della sottoscrizione delle parti, immutabili per tutta la durata del contratto e fino al completamento di lavori.


Il Consiglio affronta poi il problema, non infrequente, e neanche improbabile, considerata la assiduità con la quale i concorrenti pongono la corrispondente domanda, relativo alla necessità che nella formulazione del prezzo massimo, quello che poi – con ragionevole probabilità - sarà il parametro per la formulazione del corrispondente ribasso percentuale, debba essere inserito anche l’importo relativo agli oneri di sicurezza.

Non v’è dubbio, in proposito che anche in questo caso la norma applicabile sia quella dell’art. 31, co. 2 della L. 109/94 e s.m.i. che espressamente prevede che l’importo degli oneri per la sicurezza deve essere indicato nel bando di gara, ma non è soggetto a ribasso d’asta.

Il Consiglio, quindi, specifica che è dovere della Commissione procedere alla esclusione dalla gara del concorrente che abbia inserito nella somma complessiva indicata quale prezzo massimo (che, lo si ripete, costituisce, nella pratica corrente, la base di calcolo per l’individuazione del corrispondente ribasso percentuale ) anche l’importo per gli oneri sicurezza.

Questa affermazione, tuttavia, benché incontestabile sul piano giuridico, lascia gli operatori nel dubbio (di non poco conto ) sulle modalità da seguire per accertare tale errore, sempre ammesso che di tale errore sia stato agevole venire a conoscenza.

Non sfugge all’attenzione di chi opera nel settore che, durante lo svolgimento di una gara, nella fase della lettura dei prezzi offerti, e dei conseguenti ribassi, non sempre la Commissione può ictu oculi avvedersi che nella somma indicata è stato erroneamente compreso anche l’importo degli oneri di sicurezza: difficilmente ciò accadrà se l’importo a base d’asta è notevolmente alto, mentre gli oneri di sicurezza siano contenuti in un importo di modesta entità rispetto al primo.

Il ribasso corrispondente, allora, risulterà, anch’esso, alterato.

Ed allora come si può evitare l’alterazione della media, e della conseguente determinazione della soglia di anomalia, derivante dall’aver preso in considerazione anche quei ribassi frutto di “contraffazione” se la Commissione non può procedere alla verifica della esattezza dei conteggi prima dell’aggiudicazione definitiva, dal momento che tale operazione è prevista solo per l’offerta del concorrente risultato aggiudicatario?

Non è proprio esatto, allora, affermare che nello spirito della legge, il rischio di un errore nella compilazione della lista di prezzi è ad esclusivo carico del concorrente, dal momento che, come si è visto, il rischio, nelle circostanze sopra evidenziate, ricade sul coretto andamento della procedura di aggiudicazione, e, cioè, sulla Stazione Appaltante; proprio quello che il sistema vorrebbe e dovrebbe evitare.