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PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DELLE AREE INQUINATE. A cura di Rosario CENTONZE

Con decreto del Commissario Delegato Emergenza Ambientale n. 296 del 30 settembre 2002 è stato approvato il nuovo "Piano di gestione dei rifiuti e di bonifica delle aree inquinate", il quale - tra l'altro - ridefinisce gli ambiti territoriali ottimali per la gestione unitaria del ciclo dei rifiuti.
Conseguentemente, con successivi decreti n. 297-310 vengono istituite le autorità per la gestione dei suddetti bacini territoriali ed impartite disposizioni per la loro costituzione.
I documenti sopra citati sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 135 del 23.10.2002.

E’ un provvedimento molto importante che consente alla Puglia di avviare una nuova fase nella gestione dei rifiuti urbani, alla luce, soprattutto, di quanto deciso dall’U.E., che ha legato il flusso dei finanziamenti comunitari nel campo dei rifiuti, all’istituzione delle Autorità per la gestione dei rifiuti in Ambito territoriale ottimale.

Tale adempimento è stato ritenuto essenziale fattore di modernizzazione, tanto da individuare lo stesso quale indicatore, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di avanzamento istituzionale, per accedere alla premialità nazionale del 6% prevista dal P.O.R. 2000-2006.

Il primo passo verso la specifica aspettattiva dell’Unione Europea, era stato già fatto nel marzo 2001, con la riduzione del numero dei bacini di utenza da 18 a 15, per una migliore organizzazione territoriale nelle aree del foggiano, del barese e del tarantino, con la individuazione di nuovi siti ove realizzare impianti complessi di titolarità pubblica e privata ed infine, con la definizione di tutti gli interventi necessari per assicurare la corretta gestione del ciclo dei rifiuti urbani in Puglia, orientata al recupero e al riutilizzo degli stessi.

In relazione alla individuazione dei nuovi siti, sono state previste termini e procedure per consentire ai Comuni interessati di modificare tale localizzazione, sempre nel rispetto dei criteri tecnici a tutela dell’ambiente, già a suo tempo definiti.

Al fine poi di garantire a tutti i Comuni pugliesi la possibilità di accedere alle risorse comunitarie da utilizzare per gli interventi nel campo della gestione dei rifiuti, la Regione Puglia è intervenuta per realizzare sul territorio la condizione necessaria ed indispensabile dell’istituzione delle Autorità per la gestione dei rifiuti urbani.

Con propri provvedimenti, infatti, intervenuti alla scadenza dei termini fissati dall’Unione Europea, ha istituito per ciascun bacino di utenza le suddette Autorità, mediante la nomina di tutti i Sindaci dei Comuni pugliesi, quali Commissari ad acta per l’adozione e la sottoscrizione, entro i prossimi 30 giorni, della Convenzione per l’associazione dei Comuni di ciascun bacino di utenza.

Tale iniziativa del Commissario Fitto realizza il fine da più tempo perseguito dalla Regione Puglia che ha sempre favorito l’associazione dei comuni per assicurare l’efficienza dei servizi di gestione dei rifiuti urbani. La normativa regionale, infatti, sin dal 1993 ha previsto che i comuni appartenenti a ciascun bacino di utenza svolgessero le attività di gestione dei rifiuti urbani in forma associata attraverso impianti di titolarità pubblica. Questa impostazione ha trovato conferma nella più recente normativa nazionale del decreto Ronchi che prevede la gestione unitaria.
D’altra parte, non hanno sortito alcun sostanziale effetto, neanche le ulteriori iniziative attivate dalla Regione per incentivare la costituzione delle Autorità per la gestione unitaria, , attraverso le procedure ordinarie. Difatti, i benefici previsti in termini di riduzione dell’ecotassa per lo smaltimento in discarica e la riduzione delle quote di cofinanziamento a carico dei Comuni per accedere al POR Puglia, non hanno ottenuto gli esiti auspicati.

Con l’istituzione delle Autorità, i Comuni sono ora dotati di uno strumento operativo da gestire direttamente, ed anche eventualmente da modificare per calibrarlo a specifiche esigenze locali, per decidere autonomamente delle sorti dei propri rifiuti.


Così, viene sostanzialmente modificato l’approccio alla gestione dei rifiuti, che finora è stato caratterizzato dalle disorganiche iniziative via assunte dai singoli Comuni, Comuni che, invece, oggi risultano associati tra loro con evidenti vantaggi in ordine all’efficienza, funzionalità ed economicità dei servizi. I Comuni inoltre saranno chiamati a definire una tariffa unica di gestione sulla base di specifici criteri di calcolo definiti dall’ente Regione.