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LA RIDUZIONE ED IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA. A cura di Benvenuto BISCONTI.

Siamo certamente in un periodo in cui, con una certa ciclicità di breve periodo, si accavallano norme, indicazioni  e commenti tutti incentrati sul contenimento della spesa pubblica.
In realtà, da quando fu introdotto il patto di stabilità interno gli enti locali hanno dimostrato, come complessivo comparto della P.A., una notevole capacità di “adattamento” alle nuove prescrizioni affrontando le nuove ristrettezze economico-finanziarie attraverso una serie di strumenti                   ( accertamenti sulle entrate proprie, operazioni di finanza innovativa e derivata, ristrutturazioni della spesa di bilancio ecc..) che hanno consentito di raggiungere risultati soddisfacenti.
Non credo che gli Enti locali, ad oggi, abbiano più grandi spazi di manovra, anzi ritengo che sia stato fatto il possibile e che oramai rimanga soltanto la leva della fiscalità locale che, purtroppo, colpisce in maniera diretta i cittadini senza, a volte, poter garantire servizi più moderni ed efficienti.
All’inizio dell’esercizio corrente eravamo già preoccupati della previsione del saldo contabile in materia di Patto di stabilità per l’anno 2005, rammentando che era inclusa la spesa in conto capitale nel conteggio del saldo finanziario: ebbene, nel corso dell’anno con il “famoso” decreto Taglia-spese si è provveduto a dare disposizioni ancora più restrittive e, sembrerebbe, cogenti, in materia di riduzione della spesa della P.A. in generale.
Mentre siamo stati presi da calcoli sulle medie degli anni 2001/2003, dalla inclusione o esclusione di alcune tipologie di spesa rispetto all’indeterminazione del disposto legislativo, dall’ipotizzare o meno i tempi entro cui si dovevano effettuare tali tagli, quasi contemporaneamente si studiavano già le direttive per la Legge Finanziaria 2005 che, una volta rese note, quasi nulla hanno a che fare proprio con il decreto, convertito in legge, di pochi giorni prima.
Infatti, mentre tutti in qualche modo attendevamo indicazioni di carattere più operativo da parte del Ministero competente, ci ritroviamo oggi ad affrontare questioni relative ad improbabili “tetti di spesa” che sono certamente scollegati dalle previsioni del recente decreto taglia-spese che pure stabiliva alcune regole cogenti  anche per gli anni 2005 e 2006.
Tanto basta per sottolineare le evidenti difficoltà non solo interpretative ma che si sostanziano in enormi difficoltà operative da parte di quegli Enti che rappresentano il “front office” della P.A. con il cittadino-utente.
Seguiremo da vicino le evoluzioni che sicuramente ci saranno in tema di finanza pubblica, e della legge finanziaria in particolare, al fine di poter dare un concreto contributo a tutti gli operatori degli Enti locali che oggi cominciano ad affrontare, tra mille incertezze, i problemi relativi alla predisposizione del bilancio di previsione annuale e pluriennale.